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Il digiuno a giorni alterni allunga la vita

Interessante teoria del National Institutes for Aging

di Stanislao Slao

Il digiuno a giorni alterni allunga la vita

Nessun ingrediente miracoloso per l'elisir di lunga vita. Tutt'altro. Per gli scienziati basterebbe il digiuno, a giorni alterni, a garantire un futuro da centenari. Sembra infatti che questo 'tira e mollà con la forchetta sia in grado di aumentare la potenza del cervello e, nello stesso tempo, aiuti a perdere peso È la teoria di un team di ricercatori statunitensi del National Institutes for Aging (Nia). Una conclusione alla quale sono giunti nutrendo un gruppo di animali con il minimo di calorie necessarie per mantenerli in vita. I risultati ottenuti hanno mostrato che questi hanno vissuto fino a due volte più a lungo. Una dieta simile è stata poi testata sull'uomo e sembra proteggere il sistema circolatorio, il cuore e il cervello dalle malattie dell'invecchiamento come l'Alzheimer. Lo sciopero della forchetta, fatto 'a singhiozzò, «allunga la vita, protegge il cervello e il sistema cardiovascolare dalle patologie legate all'età», conferma Mark Mattson, responsabile del Laboratorio di neuroscienze del Nia e professore di neuroscienze alla John Hopkins University di Baltimora. «Abbiamo scoperto - spiega - che un regime di restrizione calorica, in particolare quando viene seguito a intermittenza, per esempio a giorni alterni, attiva meccanismi di risposta allo stress cellulare nei neuroni». La scoperta del team Usa si è guadagnata l'attenzione dei media internazionali. In una serie di esperimenti un gruppo di topi è stato alimentato a giorni alterni, a un altro gruppo è stato invece consentito di mangiare ogni giorno. Anche ai topi sottoposti a regime di restrizione calorica a giorni alterni, è stato dato accesso illimitato al cibo nel giorno in cui era consentito mangare. Giorno in cui il consumo di calorie era dunque simile per entrambi i gruppi. I topi alimentati a singhiozzo, rileva Mattson, sono risultati più sensibili all'insulina e avevano bisogno di produrne meno. Alti livelli di questo ormone, che viene prodotto per controllare i livelli di zucchero dopo un pasto o uno spuntino, sono generalmente associati a una più bassa potenza del cervello. Gli scienziati hanno poi analizzato il cervello di entrambi i gruppi di roditori e sembra che la restrizione calorica abbia migliorato le funzioni delle sinapsi cerebrali, connessioni tra cellule del cervello che promuovono la creazione di nuove cellule e le rendono più resistenti allo stress. (Fonte, Adnkronos)

Lun, 20/02/2012 - 23:32
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